I NOTAI

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CHI E' IL NOTAIO

La legge 16 febbraio 1913 n.89 - Ordinamento del notariato e degli archivi notarili - definisce all'art.1 la figura del Notaio stabilendo che "I notari sono ufficiali pubblici istituiti per ricevere gli atti tra vivi e di ultima volontà, attribuire loro pubblica fede, conservarne il deposito, rilasciarne le copie, i certificati e gli estratti."

I notai, dunque, sono pubblici ufficiali, impegnati in tre campi fondamentali:

= quello delle successioni. Il notaio riceve i testamenti, cioe' raccoglie le disposizioni di ultima volonta' delle persone cosicche', quando esse vengano a mancare, si pubblichi il testamento ed il loro patrimonio resti assegnato alle persone ivi indicate;

= quello della circolazione dei beni immobili. Il notaio riceve atti grazie ai quali, in regime di sicurezza, gli immobili vengono trasferiti, atti di compravendita, di permuta, di donazione, di divisione e cosi' via, nonche' tutti gli altri atti connessi e correlati, come i mutui, che servono a finanziare gli acquisti o l'esercizio di un'attivita' imprenditoriale;

= quello dei passaggi più rilevanti dell’attività delle imprese, in particolare le imprese societarie. Il notaio roga atti di costituzione  di societa' di ogni tipo, verbalizza durante le assemblee dei soci, riceve atti di trasferimento di azioni e di quote, e cosi’ via.

L'atto redatto dal notaio è un atto pubblico, perché il notaio è autorizzato ad attribuirgli pubblica fede (perciò è un pubblico ufficiale), e come tale ha una particolare efficacia legale: quello che il notaio attesta nell'atto notarile (che le parti sono comparse davanti a lui, che hanno reso certe dichiarazioni e manifestato una determinata volonta', etc.) fa piena prova (cioè deve essere considerato vero, anche da un giudice), salvo che sia accertato il reato di falso.

Ma il notaio, oltre che un pubblico ufficiale, e' anche un libero professionista. Ogni notaio ha un suo studio, una sua organizzazione, non e' un dipendente dello Stato, ne' e' retribuito dallo Stato. Viene pagato dai suoi clienti, da coloro che si avvalgono della sua opera. Dunque il notaio e' un lavoratore autonomo, deve organizzare a sue spese mezzi, strumenti e dipendenti per fornire la prestazione professionale, corre il rischio d'impresa: se non e' bravo, efficiente, organizzato e non ha collaboratori preparati e professionali rischia di non avere clienti.

PERCHE' IL NOTAIO?

In tutti i campi indicati il ricorso al notaio è imposto dalla legge per assicurare l'ineccepibile certezza del diritto e per far sì che l'autonomia privata non superi i limiti di legalità fissati dalle norme. Nello svolgimento di queste funzioni, infatti, il notaio e' un pubblico ufficiale, rappresenta lo Stato. L'opera del notaio poggia sulla sua indipendenza ed imparzialità e su una preparazione giuridico-fiscale di altissimo livello. La garanzia di questa preparazione viene non solo dal superamento di un concorso altamente selettivo, ma anche dalla formazione e dall'aggiornamento successivi, fino alla pensione, che sono obbligatori.

Questo sistema non risponde solo all'interesse dei singoli cittadini che si servono del notaio, ma ad un interesse superiore. Anche qualora le parti fossero d'accordo nell'intento di stipulare un atto invalido (ad esempio vendere un immobile completamente abusivo), il notaio non potrebbe comunque riceverlo. Il notaio e' un pubblico ufficiale che rappresenta lo Stato e difende l'interesse dello Stato e della collettivita' ad una contrattazione armoniosa, corretta e legale.

"Tanto più notaio, tanto meno giudice". Con queste parole un famoso giurista Carnelutti) ha definito la funzione essenziale del notaio (e cioè l'attività più importante che la legge affida al notaio). Quanto più il notaio fa bene il suo lavoro - e cioè accerta ed interpreta la volontà delle parti (cioè delle persone) che concludono un contratto e redige in modo conforme alla legge e con chiarezza le relative clausole - tanto meno c'è bisogno di ricorrere al giudice (e cioè tanto minore è il rischio che l'atto notarile sia fonte di cause). Ed è per questo che il notaio non può ricevere atti espressamente proibiti dalla legge, come previsto dall’art. 28 legge not., ha l'obbligo di essere certo dell'identità delle parti e deve sempre indagarne personalmente la volontà, trasfondendo quella volonta' in uno schema legale, protetto dall'ordinamento.

Si tratta di obblighi particolarmente severi la cui inosservanza comporta, oltre alla responsabilità civile, peraltro coperta da un'assicurazione obbligatoria, anche la responsabilità disciplinare del notaio (che può essere sospeso e nei casi più gravi destituito), e può essere fonte anche di responsabilità penale.

 

 

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